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Altruisti nati ?


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«Mi schiero con Rousseau», scrive lo psicologo dello sviluppo Michael Tomasello, «il filosofo che considerava gli esseri umani per natura cooperativi e solidali ma poi corrotti dalla società. Anche se integro quella teoria con alcune critiche: sostengo che i bambini si dimostrano collaborativi in molte situazioni ma non in tutte perché ogni organismo deve avere anche un po' di egoismo per sopravvivere». Così riferisce Marina Cavallieri su La Repubblica del 13 Maggio presentandoci il libro di Tomasello:  Altruisti nati - Perché cooperiamo fin da piccoli (Bollati Boringhieri, pagg. 144, euro 15).
Ora, il fatto che i bambini siano tanto più collaborativi quanto più sono piccoli è un evidenza che è davvero difficile negare anche a chi non avesse ancora letto il libro di Tomasello, il quale dimostra sperimentalmente le capacità che i bambini hanno di prendersi generosamente carico del problematico mondo degli adulti. Un bambino di uno due anni è assolutamente irresistibile dal punto di vista umano e chi non lo riconosce non è onesto con i propri sentimenti. Possiede un apertura ......

Fukushima e Hiroshima


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Bob Dylan, interrogato circa le origini della musica rock e le sue basi culturali (blues, folk, country) se ne uscì candidamente dicendo che a lui sembrava evidente che tutto era cominciato con Hisoshima e Nagasaki in quanto tutti sentirono che bisognava andare più svelti! Pochi anni dopo usciva “Rock around the clock” e nel 62 con la crisi di Cuba "Blowing in the wind". Dylan aveva un paio d’anni quando furono sganciate le bombe. Ora va considerato che per un bambino di due anni l'idea che per salvarsi da una bomba così eccezionalmente "svelta" si debba andar ancor più svelti non ha nulla di irrazionale.  Seguendo questa prospettiva, mentre gli eventi della storia vengono messi da parte e relativizzati, continua la trasmissione dell'impatto emotivo che questi eventi hanno avuto e che pertanto continuano ad avere anche quando sono stati in larga parte dimenticati. Questo potrebbe valere particolarmente per le distruzioni di Hiroshima e Nagasaki che, per quanto si possa tentare di spiegarle all’interno di una dinamica di guerra, ci hanno trasmesso il profondo ......     (1 commento)

La fabbrica delle madri buone


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Secondo la sociologa Sandrine Garcia, la difficoltà che le donne incontrano nello sviluppare in libertà la loro identità femminile dipende non poco dalla loro adesione a un’idea della maternità che gli esperti del settore gli propinano.  Nell’ottima recensione di Marcela Iacub su Le Monde (28 gennaio) del libro della Garcia (Mères sous influence. De la cause des femmes à la cause des enfants) ci viene presentato il tentativo di smontare il ruolo giocato dai “maitres à penser” – indicati come "imprenditori della morale" – nell'elaborazione delle norme della maternità. Da un lato quindi gli intelletuali della fondazione Maternité Heureuse (1956) che vedono nella maternità un’occasione per l’emancipazione della madre, dall’altro lato il gruppo di psicoanalisti che si riconscono nella Dolto e che alla fine si sarebbero dimostrati vincenti nel favorire una contrapposizione tra gli interessi dei bambini e quelli delle loro madri, fin dalla gravidanza.
Le accuse verso la Dolto sono circostanziate, a partire dall’attribuzione che essa fa al bambino di un astratto desiderio di ......     (2 commenti)

Troppo peso sulle nostre spalle!


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David Weinberger, autore del recente Too big to know. sostiene che ci troviamo oggi in un'epoca di "conoscenze interconnesse" intendendo con ciò che la conoscenza - idee, informazioni e perfino saggezza - ha rotto i suoi confini fisici (che sono le pagine di un libro o la mente di una singola persona) ed ha preso la forma di uno stato continuo di interconnessione online. Weiberger sostiene che l'attuale forma che la conoscenza ha preso è più naturale della vecchia forma che poneva la conoscenza all'interno di criteri ideali irrealistici. "Sapevamo da tempo che succedevano più cose nel nostro mondo di quante le nostre biblioteche ne potessero contenere eo i nostri media riuscivano a mostrarci. Sapevamo anche che il mondo è meno pronto e meno capace  di rimanere confinato all'interno di una struttura razionale di quanto non ci fosse stato promesso. Sapevamo anche che molta parte delle nostre conoscenze codificate era del tutto inattendibile. E sapevamo che i principali domini nei quali noi siamo abituati a dividere le nostre conoscenze non sono così tanto separati come potrebbero ......

Baby squillo e psicologia


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Il modo in cui la stampa ha affrontato la vicenda delle baby prostitute dei Parioli può essere l’occasione per qualche riflessione circa il rapporto tra media e psicologia. Ci troviamo infatti di fronte a uno di quei fatti di cronaca che – anche se non riguardano fatti di sangue - creano parecchio smarrimento in molti strati sociali, a partire da quelli più giovani che si sentono spinti a interrogarsi su dei comportamenti che – magari in forme meno clamorose - non gli sono affatto estranei. Uno smarrimento a cui va aggiunta la vergogna, sia pur tardiva, per quegli adulti che della prostituzione giovanile sono abituali consumatori, nonché la seria preoccupazione – che vogliamo immaginare sincera - di coloro che hanno responsabilità sul piano educativo. Si crea quindi in questi casi una domanda diffusa e in buona parte verace di strumenti psicologici che aiutino a capire ed a prendere posizioni utili alla prevenzione di una miriade di fenomeni sociali che destano quotidiana preoccupazione nell'opinione pubblica – assunzione di sostanze, alcool, incidenti del ......     (2 commenti)

Psicologia pret a porter


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La psicologia pret a porter de “La Repubblica” di nuovo in grande spolvero! Ancora un articolo di Sara Ficoncelli che si propone il nobile intento di farci diventar più buoni: “Basta fare le scarpe ai colleghi, sul lavoro la generosità paga”. Titolo inequivoco che rende esplicita la mission che il nostro giornalone si è da tempo prefissata: rieducarne uno per educarne cento, colpevolizzando il lettore quanrto basta per portarlo ad abbracciare più sani principi morali. Basandosi nientepopòdimenoche su indiscutibili “principi scientifici” la Ficoncelli si propone di convincere il lettore a recedere da desueti comportamenti egoistici  che evidentemente potrebbero essere causati un qualche retaggio della nostra stupidità animale per adottare finalmente comportamente altruistici con sicuro vantaggio nostro e altrui. Ecco che pertanto  ci viene subito rifilata una sedicente ricerca volta ad aumentare la produttività della raccolta fondi di un call center facendo leva sui buoni sentimenti degli operatori che vengono messi a contatto con le sofferenze degli ......     (1 commento)

Forum de che?


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Scena uno. Ferve la polemica sulla recente e imponente campagna pubblicitaria che ha visto il Forum Nucleare Italiano comparire sui mezzi di comunicazione: spot televisivi, cartelloni, pagine intere sui quotidiani. I toni sono rassicuranti: vogliamo solo parlarne, del nucleare. Hai una posizione o vuoi essere aiutato a formartene una? Vieni sul sito del Forum! Scena due. L’osservatore attento si domanda: Chi? con quanti soldi? Grandi aziende interessate allo sviluppo del nucleare in Italia, con i soldi, tanti, di queste stesse aziende, tra cui Enel a capitale in parte ancora pubblico e Perché? perché di recente è passata la legge del 23 luglio 2009 n. 99 che reintroduce la possibilità di realizzare nel territorio nazionale le centrali nucleari e il ferro va battuto finché è caldo. Scena tre. Lo scenario continua con le dichiarazioni indignate di esponenti politici, ecologisti del Pd, Di Pietro, e tutti coloro che hanno raccolto le firme per indire un referendum e abrogare la recente legge. Segue l’azione di ......     (1 commento)

Dichiarazioni antidemocratiche


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La dichiarazione di Schifani secondo la quale se non si trova l’accordo per una nuova legge elettorale Grillo potrebbe arrivare all’80% è stata stigmatizzata da alcuni commentatori. Schifani ricopre infatti un importante ruolo istituzionale e nella sua posizione non dovrebbe permettersi di fare dichiarazioni così faziose mentre dovrebbe avere come prima preoccupazione quella di una legge che rispetti il più possibile il responso del suffragio universale anche se questo dovesse premiare il movimento 5stelle. Una domanda interessante, dal punto di vista psicologico, è come mai Schifani si permette di dire quello che non si dovrebbe permettere di dire? E come mai Rutelli –  che pur sempre dovrebbe aver a cuore il civile principio del suffragio universale anche se non ricopre cariche istituzionali - si era permesso una dichiarazione dello stesso tenore pochi giorni prima. Possiamo limitarci a dire che entrambi gli individui sono afflitti da una irrefrenabile voglia di imbrogliare, una sorta di decadimento dei loro principi morali? Se ci fermassimo a queste ......     (2 commenti)

Ricchi premi e cotillons!


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La politica è fatta con le parole o con le immagini? Da tutte e due mi risponderete prontamente, ma i recenti fatti di Roma confermano che la politica delle parole – tra cui la nuova parola indignados – risulta in questo momento messa nell’angolo davanti alle immagini di violenza e di devastazione che bucano la comunicazione verbale a favore del video. Ma facciamo un passo indietro per capirci qualcosa. Mai come in questi ultimi tempi abbiamo assistito a scene in cui le parole sono apparse vane e fasulle, in qualche modo secondarie, mentre le immagini apparivano più vere. Basti prendere ad esempio le scialbe parole pronunciate dal nostro Cavaliere alla camera in occasione dell’ennesima richiesta di fiducia e il contrasto con le ben più pregnanti immagini dei volti terrei nei minuti precedenti al voto e dei volti festanti delle deputate Pdl gesticolanti a fiducia ottenuta. Da cosa dipende questo scollamento tra parole e immagini? Sappiamo che parole hanno un peso che dipende dal contesto in cui vengono pronunciate. Hanno un peso se si può decidere quando dirle e come dirle, ......     (1 commento)

Il 3X2 arriva in farmacia


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Nella farmacia sotto casa mia hanno fatto da poco una ristrutturazione. Dove prima stavano i banconi di vendita adesso vendono creme di bellezza e puoi trovare subito l’addetta pronta a consigliarti, evitandoti di fare la fila per le medicine. Per arrivare invece ai banconi delle medicine devi passare per un mini labirinto di espositori di plastica dove campeggiano scatole e bottiglie che stanno in offerta 2X3, il che significa che se ne paghi due pezzi puoi portarne a casa un terzo pezzo (e non come potreste malizionsamente pensare che ne prendi 2 e ne paghi tre). E essendo tutti obbligati ad aspettare - vista la inevitabile riduzione degli spazi di vendita conseguente all’apertura della sfarzosa profumeria - ti ritrovi obbligatoriamente catapultato in mezzo a tutto questo ben di dio di offerte 2X3 che in pratica ti obbliga a sostare su mezza mattonella in attesa che compaia il tuo democratico numeretto sul display. Forse alcuni di voi ricordano quando istituirono i percorsi obbligati nei grill autostradali, il senso di disagio, il sentirsi trattati come polli in ......     (3 commenti)


Perle di saggezza

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Persuasori occulti?

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Il disastro di Schettino

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Il mantra della crescita

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SuperMario

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Neuroni al nostro servizio !

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Povero Arrigoni

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Malattie da esportazione

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Vaccini multipli

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Il Cittadino di Adro

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Basaglia e i figli scomodi

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