Psicocinema

Giovane e bella


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A novembre è uscito nelle sale italiane il film di Ozon “Giovane e Bella” in perfetto tempismo con i fatti di cronaca che riguardano le baby prostitute dei Parioli e le ragazze doccia di Milano. Siamo a Parigi, la pellicola narra il delicato passaggio all’età adulta di Isabelle, liceale diciassettenne di buona famiglia. Il racconto è suddiviso in quattro parti, quattro stagioni attraverso le quali la vicenda della protagonista viene vista con gli occhi di quattro personaggi. L’estate attraverso lo sguardo del fratello, l’autunno attraverso lo sguardo del cliente, l’inverno da quello della madre e la primavera da quello del compagno della madre. In ogni stagione ben presto però la prospettiva dei vari personaggi si confonde con quella della protagonista. Isabelle perde la verginità la notte prima del diciassettesimo compleanno con un ragazzo conosciuto al mare; ......     (1 commento)

Io e te


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A 40 anni da Ultimo Tango, Bernardo Bertolucci insiste sul tema: la reclusione, l’allontanamento dal mondo e dalla società come unica, estrema via di fuga per poter andare in contatto con le emozioni e i sentimenti. Quelli che la famiglia annacqua, che la società atrofizza, che la scuola sotterra. Vale la pena di ricordare le frasi che Marlon Brando pronuncia nella ’scena del burro’ in Ultimo Tango: “Voglio farti un discorso sulla famiglia, quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alla virtù. Santa Famiglia, sacrario dei buoni cittadini. I bambini sono torturati quando dicono la prima bugia. La volontà è spezzata dalla repressione. La libertà è assassinata dall’egoismo. Famiglia. Fuck it. Fuck it. You fuck it.” In questo nuovo film Bertolucci non si discosta di un centimetro da queste parole, le illustra in modo solo un po’ meno violento. Qui una ......     (2 commenti)

From Rome with love


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Dopo aver realizzato la deliziosa commedia Midnight in Paris, una favola sofisticata sulla Parigi degli anni Venti, un vero omaggio alla cultura delle avanguardie artistiche del secolo scorso, forse il film più grazioso che ha realizzato negli ultimi anni, pieno di ironia e nostalgia, Woody Allen sceglie invece di raccontare Roma e gli italiani in modo grezzo e superficiale, con stereotipi che odorano di vecchio, come se il tempo fosse eternamente fermo in Italia. Se non lo conoscessimo, si potrebbe pensare che è un neocolonialista.  Ma forse è solo lui che è invecchiato, e infatti il suo personaggio gira intorno alla paura della morte, tentando di tenere a bada malamente l’arrivo della terza età con progetti deliranti che lo facciano sentire ancora sulla breccia. Figuratevi che il film inizia con il vigile che dirige il traffico a  Piazza Venezia (il solito pizzardone che ......

La pelle che abito


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L’ultimo film di Pedro Almodovar “La pelle che abito” narra la storia di un chirurgo plastico, il quale trasforma per vendetta un uomo in una donna e per giunta fa sì che questa assomigli perfettamente alla donna che il chirurgo aveva perduto. Non è un film di facile questo di Almodovar. Una storia che può dare molto fastidio, con immagini forti, costantemente giocata su registri surreali e volutamente assurdi. Si ha quasi l'impressione che Almodovar voglia disturbare gli spettatori operando una selezione tra coloro che resistono e coloro che gettano la spugna. Quello che è certo è che non si può rimanere indifferenti alla sua visione e che coloro che resistono sono obbligati, per farlo, a chiedersi qualcosa circa il perché Pedro abbia voluto girare questo film e farcelo vedere. Quella che io propongo è la mia risposta a questo film provocatorio, una ......     (2 commenti)

Drive


Con Drive incontriamo la versione maschile della Uma Thurman di Kill Bill. Il nuovo combattente contro ogni avversità si presenta nelle vesti di Ryan Gosling, guidatore di auto truccate contro tutto e tutti, spietato nel combattere i suoi nemici, tenero e romantico verso la donna e il bambino che egli decide di proteggere. Così come la Thurman di Kill Bill aveva il pregio di rimandere donna nonostante la sua missione vendicativa, così Gosling ci lascia uno spiraglio aperto circa la possibilità che si possa rimanere uomini in un mondo oltre misura violento e spietato. Il tutto si svolge in una Los Angeles  spettrale e notturna del tutto disabitata di persone per bene tranne il nostro eroe e coloro che egli desidera proteggere. Protegge i ladri e i rapinatori Gosling, ma lo fa solo per cinque minuti quelli che li servono per imbarcarli nella sua macchina dalle ......     (1 commento)

Massacri linguistici


Ultimo film di Polansky: Carnage, massacro. Due bande di ragazzi in un parco di Brooklin. Un ragazzetto sui docici anni ne ferisce un altro per futili motivi. La scena viene inquadrata dalla finestra di una casa e poi si sposta lentamente all'interno dell'appartamento dove presto compaiono due coppie di genitori i quali cominciano a discutere su quanto accaduto tra i loro due figli con tono molto conciliante. Da questo punto il film va avanti in tempo reale e si diventa spettatori di quelle che sembrano delle piccole drammatiche gaffes, degli scivolamenti linguistici, una parola di troppo detta da qualcuno turba la sensibilità di qualcun'altro. Ogni volta che questo succede si assiste ad uno sforzo per risintonizzarsi su un linguaggio politically correct, ma si capisce da subito che il danno è stato fatto e che i nostri quattro ci ricadranno di nuovo fino a farci assistere impotenti a ......     (2 commenti)

The tree of life


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Qualcuno ci dovrà un giorno spiegare come sia successo che al festival di Cannes abbiano potuto premiare un film come questo. Un film che per parecchi aspetti suscita una noia mortale sia dal punto di vista cinematografico che dal punto di vista sostanziale e che ciononostante pretende la nostra attenzione per circa due ore e mezza. Quante volte dobbiamo rivedere alberi e sole in controluce? Cascate dirompenti? Onde che si infrangono? Campi di girasoli? Ascensori che vanno su e giu' in grattacieli vertiginosi? Insomma, un buon editing non sarebbe guastato, dal punto di vista dell'economia filmica... ma la cosa che mi è sembrata veramente insopportabile e' la tematica spiritual-religiosa che Malick ci spaccia con questo film. Non ho niente contro la spiritualita', anzi. Ma quello che qui viene passato come spirituale e' una concezione vetero-paternalistica del ......     (4 commenti)

Habemus Papam


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Moretti con la sua ultima pellicola ci restituisce uno spaccato della condizione umana squisitamente post-moderna. Il successore di Pietro, l’uomo eletto dalla comunità pastorale a capo della Chiesa, proprio nel momento della sua investitura, precipita in una crisi d’identità paralizzante. Mondo ecclesiastico e mondo psicoanalitico si incontrano e si scontrano sancendo comunque la sconfitta di entrambi, una partita tra due sistemi chiusi, due rette parallele che nella pellicola non si incontreranno quasi mai. Il focus sul piano psicologico offusca il contenuto trascendentale e teologico del film, ma alla sofferenza esistenziale del protagonista la psicoanalisi non sembra comunque riuscire a dare una risposta concreta. Risultato finale è lo smarrimento, la messa in discussione, la ricerca senza meta, la sofferenza senza nome che rifiuta solo schemi vecchi e già precostituiti. Il senso ......     (2 commenti)

The Fighter


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Indubbiamente un film sul pugilato è sempre un film di pugilato. Qualcosa deve attrarci di questo sport per visionare pellicole di genere come “The Fighter” . Andando al ciema siamo avvertiti che il film è tratto da una storia vera, incipit non sempre garanzia di qualità. Stavolta, l’aderenza al reale che “la storia vera” garantisce sembra essere mantenuta dalla qualità del racconto e della regia. La storia è quella di due fratelli pugili dalle vite speculari, uno ex pugile popolare e ora tossicodipendente e l’altro astro nascente sotto l’ombra del fratello maledetto. Il film procede con un sofisticato e tecnicamente ammirevole parallelismo tra le vite dei due fratelli pugili e l’ingombrante “famiglia” matriarcale che fa loro da manager. L’ambientazione è in un sobborgo Irish del Massachussets povero, brutto, sporco e cattivo così come i suoi abitanti. Fatta eccezione ......

Il Cigno Nero


Il film potrebbe considerarsi il diario clinico di una giovane anoressica. La fragile personalità di Nina, educata fin da piccola dalla madre alla ricerca della perfezione nel ballo, si avvia verso un inesorabile scompenso psicotico dal finale tragico. Evento crisi paradossale è la notizia, anelata da tutta una vita, di essere stata scelta per la parte di prima ballerina nello spettacolo teatrale “Il Lago dei Cigni”. La possibilità di arrivare alla perfezione, riconosciuta e convalidata dal successo, si trasforma improvvisamente in un uno scontro feroce tra l’eterea quanto algida Nina ed il banco di prova del suo incontro con una realtà imperfetta, una realtà che risulta cinica al punto giusto e che finisce per mettere in crisi la sua stessa immagine di bambina non più sostenibile. Il conflitto si materializza sulla scena: da un lato il Cigno Bianco che rappresenta la parte di se che ......     (2 commenti)

Hereafter


Incontrerai l''uomo dei sogni


Last night


Una vita tranquilla


Cinema che passione!


The road


Shutter Island: tra follia e realtà


Dove è finito Jack Sully?


Unglorious Bastards


Abbracci Spezzati


Bashir: Il ritorno del rimosso