Riflessioni sul voto di Milano e Napoli


01/06/2011



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Può essere opportuno domandarsi cosa sta dietro ai fenomeni psicologici di massa come quelli che hanno portato al successo di De Magistris e Pisapia? La misura della loro vittoria fa pensare che, al di là della bontà dei loro programmi e delle loro intenzioni, che non vogliamo qui mettere in discussione, sia scattato qualche meccanismo psicologico nell’elettorato, anche se non è del tutto chiaro di che cosa stiamo parlando. Molti analisti propendono per pensare che si tratti degli effetti del processo Ruby, stanchezza per la povertà politica degli ultimi anni di protagonismo berlusconiano, e soprattuto stanchezza di veder pagate così disinvoltamente tante persone inutili ai più - vedi Minetti - a fronte di una crisi economica galoppante. Un’analisi che coincide parzialmente con quella data dallo stesso Berlusconi per cui sarebbero Santoro (Ruby) e Gabanelli (ville alle Bermuda) le cause della sua perdita elettorale. In sostanza ci sarebbe una marea di voti che sarebbero stati mossi sulla base di sentimenti di indignazione. Ma come mai questa indignazione ci avrebbe messo quindici anni per venire e galla e come mai si è propagata improvvisamente con tanto rapidità e forza?
Una possibile risposta psicologicamente fondata la si potrebbe cercare nell’idea che gli italiani abbiano votato in massa per De Magistris e Pisapia per allontanare il ricordo imbarazzante di aver votato in massa, e per quindici anni di seguito, per Berlusconi. In sostanza, il voto per un magistrato fin troppo inflessibile e per un avvocato fin troppo moderato nei toni e nei sentimenti, potrebbe servire adesso agli elettori come un salvagente per smentire l’imbarazzante accusa che pende su di loro di aver acriticamente e appassionatamente dato il proprio voto a un puttaniere che da vent’anni si era posto al di fuori dalla legge. Si tratterebbe quindi della ricerca di un’assoluzione generale a fronte di un accusa imbarazzante. Imbarazzante anche per coloro che votavano all’opposizione, i quali potrebbero essere trascinati a rispondere se veramente hanno fatto abbastanza per ridimensionare il potere berlusconiano, vedi la famosa questione di d’Alema e del mancato voto sul conflitto di interesse.
L’imbarazzo più profondo non andrebbe tuttavia cercato rispetto alle questioni politiche dove si potrà sempre dire che il programma berlusconiano era stato assecondato in buona fede in quanto aveva del buono anche se poi non è stato mantenuto, vedi anche Fini. L’imbarazzo potrebbe stare invece nella disarmante semplicità psicologica con la quale Berlusconi ha ottenuto i suoi consensi basandosi su messaggi che non sono politici ma di tutt’altra natura. E’ cresciuto infatti negli anni il mito di Berlusconi grande comunicatore, un mito bypartisan avvallato sia da destra che da sinistra. Ma possibile che nessuno fosse in grado di capire quale messaggio emanava il grande comunicatore per ottenere il suo consenso strabordante?  Sembra che gli italiani si siano accorti solo negli utlimi mesi che Berlusconi non parlasse veramente di politica – cose da fare, idee, programi - ma che parlasse solo e soltanto dell’universale problema del rapporto dell’uomo con la donna e di una sua miracolosa ricetta che avrebbe permesso a tutti quanti noi di tenere a bada i numerosi problemi che quotidianamente di attanagliano nei nostri rapporti interpersonali (vedi in proposito l’articolo Berlusconian’s behaviours su Psicopolitica in questo sito).
Ma vediamo un po’ come era fatto l’universo berlusconiano che abbiamo finto - chi più, chi meno- di non vedere tanto era per tutti quanti imbarazzante. Dunque a sinistra ci stavano quelle che non gliela avevano ancora data, e che quindi minacciavano costantemente la sua/nostra virilità  A sinistra ci stavano anche quelle donne che avevano avuto l’ardire di accusarlo di allungare troppo le mani e che pertanto gli volevano del male, pretendendo perfino di esprimere su di lui giudizi definitivi. Dalla parte sua invece ci stavano tutti quegli uomini che avevano a cuore la difesa della propria virilità e che erano disposti a perpetrare ogni tipo di imbroglio a questo scopo, giocatori di poker, azzeccagarbugli, marchettari, mafiosi e altri briganti. Fino all’apoteosi del nostro direttore della protezione civile che per salvare gli italiani dalle catastrofi vere e metaforiche, li avvertiva premurosamente per telefono che tra una catastrofe e un’altra a lui sempre riusciva di farsi una delle sue famose ripassate. Gente che era disposta a comportamenti senza scrupoli pur di dare pubblica dimostrazione di virilità che rincuorasse le platee di maschietti i quali – afflitti com’erano dalla loro patologica tendenza ad essere onesti - si trovavano nel perenne rischio di farsi infinocchiare dalle donne. Maschietti tendenti a sentirsi in colpa oltre misura e a dare qualche credito alle critiche e alle accuse che venivano rivolte loro dalle loro astute e perfide compagne. Dalla parte sua infine tutte quelle donne che, rassegnate, si sottomettevano docilmente al superiore potere dell’organo maschile, smettevano di emanare qualsiasi segnale di dissenso e si decidevano finalmente a passare la loro giornata dall’estetista. Tutto qui il suo magico potere mediatico?
Tutto qui, ma con l’aggiunta di un fatto rilevante, quello di incarnare questo modo di pensare largamente diffuso tra gli esseri umani – chi tra i maschietti non ha avuto qualche dubbio sul mondo femminile scagli la prima pietra, assieme a chi tra le donne non abbia avuto la tentazione di rassegnarsi al mondo maschile impersonato da S. B. – facendogli tuttavia credere che avrebbe potuto mantenere il segreto circa il perchè egli riceveva così larghi consensi. Pertanto quando la storia Ruby è venuta fuori, gli ammiratori di Silvio - quelli confessi e quelli non confessi - si sono sentiti profondamente traditi come se qualcuno avesse rivelato quale fosse la vera natura del legame che li aveva portati a votare ripetutamente il loro premier. E si sono sentiti traditi anche quelli che votano all’opposizione che sono corsi a votare contro B. perché comunque veniva rivelata la profonda natura del legame che aveva portato l’opposizione a essere con lui tanto indulgente. A quel punto molti italiani hanno avvertito che veniva rivelato lo stato pietose dei loro legami sentimentali: tanti uomini e tante donne che vivono con la sensazione di essere travolti da conflitti insanabili e senza speranza di riconciliazione, per cui si erano – chi più chi meno - fallacemente affidati al grande comunicatore S.B.. Ecco quindi uno dei motivi che ha portato gli italiani a votare in massa De Magistris e Pisapia, quello di volersi ancora una volta allontanare dalla dolorosa percezione del desolante stato nel quale versano molti dei loro rapporti interpersonali. L’unica cosa seria che quindi possano fare i nostri nuovi governanti è quella di prendere delle misure che promuovano un miglioramento sostanziale dei rapporti interpersonali degli italiani partendo dall’obiettivo stato di crisi  in cui essi si trovano. Evitando di dimenticare che ci sono motivi ben solidi – a nostro avviso ben più solidi dei ragionamenti economici che secondo la vulgata muoverebbero sostanzialmente gli elettori - che avevano portato tanti italiani a votare per Silvio Berlusconi e che li hanno oggi portati a votare De Magistris e Pisapia.  Sarebbe un bene che questi motivi riescano a trovare un posto nelle nostre coscienze come in quelle dei nostri governanti ad evitare che ci si metta alla ricerca di altri duci che ci mettano in salvo dai dubbi che ci portiamo dietro rispetto alla qualità dei nostri rapporti interpersonali.



Fortunio


Commenti


Marisa Pittaluga

9/6/11

L'esito imprevisto delle ultime elezioni ha provocato una serie di interpretazioni che riguardano non solo i perdenti, ma soprattutto i vincitori. I vostri commenti vanno proprio in questa direzione specialmente quando si sottolinei che il voto a Milano e Napoli è dettato anche dal desiderio di porre fine al desolante stato dei rapporti interpersonali incentivato dall'universo berlusconiano e implicitamente condiviso anche da larghi settori dell'opposizione maschile - la manifestazione delle donne di febbraio ne era una conferma.
Sul perchè l'ascoltatore consenziente e complice abbia deciso proprio ora di esprimere il suo dissenso, vorrei aggiungere che la storia Ruby ha svelato che il "bullshit artist" è un semplice bugiardo che ci vuole allontanare da una corretta percezione della realtà. Come suggerisce Frankfurt (2005), mentire e bluffare sono entrambi forme di una falsa rappresentazione o di un inganno, ma l'essenza delle stronzate non sta nell'essere false, ma nell'essere finte...una prospettiva panoramica invece che particolare, molta più libertà, dosi di improvvisazione, note di colore e  fantasia...vengono ricordati i consigli del padre (Una sporca storia, di Eric Ambler,1967) al bambino :"mai dire una bugia quando puoi cavartela a forza di stronzate"...il trucco non ha più funzionato.
Marisa



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