Debitori e creditori


15/07/2011



debito-pubblico.jpg

Molto istruttivo in questi giorni ascoltare su Radio Radicale alcuni stralci degli interventi che il ministro Tremonti ha fatto in Parlamento a proposito della manovra finanziaria, seguiti dagli interventi di alcuni deputati dell'opposizione. Ora Tremonti certamente non sarà quel genio della finanza che ci hanno voluto far credere - e mettiamoci pure il tallone d'Achille della sua censurabile amicizia con il compagno di bagordi Milanese - comunque fatemi dire che ci sono pochi dubbi che due parole che fanno senso Tremonti riesce a metterle l'una in fila all'altra, a differenza di molti suoi compagni di merenda. Si potrà aggiungere che nei suoi discorsi tira non poco l'acqua al suo mulino e che i suoi tagli verticali da ragioniere non sono degni di un politico e sono ingiusti quanto si vuole, tuttavia rimane il fatto non del tutto secondario che Tremonti abbia abbastanza chiaro che stiamo nel mezzo di una crisi profonda che investe tutto il mondo occidentale. E va riconosciuto che di questa crisi Tremonti sembra avere qualche cognizione così come qualche - sia pur parziale - idea e arriva perfino a produrre una sua ricetta non priva di un certo respiro come quando indica la creazione degli Eurobond come quella ciambella di salvataggio che potrebbe diventare l'espressione di un rilancio di una politica europea solidale.

Non sarà granchè, voi mi direte, tuttavia è meglio di niente, cioè meglio dell'incompetenza totale, quella che viene espressa dagli interventi di non pochi deputati di opposizione - per non parlare di quelli della maggioranza -che nemmeno ci provano ad esprimere qualche idea sulla crisi epocale del mondo occidentale. Tra queste idee andrebbe segnalato ad uso e consumo dei nostri deputati l'articolo uscito ieri su le Monde dove viene analizzata l'attuale situazione a partire dall'idea che la crescita del mostruoso debito pubblico nel mondo occidentale sia servita a finanziare - oltre a tante altre cose non del tutto commendevoli come sprechi, rapine e guerre di conquista - la pace sociale dentro e tra le nazioni occidentali. Nel senso che si distribuivano soldi presi a buffo nel tentativo di accontentare cani e porci. Un'analisi che ha un suo senso psicologico non superficiale e che restituisce anche un qualche senso a quella spesa pubblica fatta a vanvera che a vederela retrospettivamente potrebbe oggi sembrarci pura follia. Si potrebbe giustamente obiettare che in Italia la spesa è stata fatta veramente a vanvera e che sono stati accontatai i porci prima ancora dei cani, superando il limite della decenza. Tuttavia, rimane il fatto che la relativa pace sociale che abbiamo avuto dopo la seconda guerra mondiale ha permesso molte cose nel bene e nel male tra cui il fatto di mantenere in piedi per anni l'idea di un mondo in continuo progresso e apparentemente privo di problemi sostanziali.

Che questa idea fosse sbagliata è diventato oggi evidente nel momento in cui ci si comincia a accorgere che i debiti fatti stanno in mano a qualcuno - privati. banche, stati, nonchè i temibili hedge funds e fondi sovrani - che ne può pretendere l'immediata restituzione facendoci affondare. Tuttavia il panorama diventa un po' meno disperante quando si consideri - in compagnia del nostro machiavellico Tremonti - che il creditore, che sembrerebbe avere il coltello dalla parte del manico, finisce in realtà nelle mani del proprio debitore il quale ha il potere di farlo fallire nel momento in cui smettesse di pagare il debito e si tirasse fuori. Allo stesso modo vediamo oggi la "ricca" Germania che, mentre strepita contro i debitori come la formica nei confronti della cicala, in realtà è terrorizzata dall'idea che le sue banche rimangano con le casse vuote. Insomma il rapporto tra debitore e creditore è un rapporto singolare per cui essi partecipano ad uno stesso destino, e anche se il creditore si illude di avere un destino diverso dal suo debitore egli ne rimane dipendente.

Insomma Tremonti sta cercando di far valere la forza psicologica dei debitori quali noi siamo, una forza che potremmo usare anche nel momento in cui andiamo a trattare con quelli che oggi stanno diventando i nostri nuovi creditori, non la sola Germania per intenderci, ma anche quei cinesi che si sono già comprati i porti dei balcani e quello di Salonicco per aiutare la Grecia a turare qualche falla e che hanno in mano il grosso del debito USA. Se insomma il debito ha un valore allora bisogna farlo valere invece di piangersi addosso sembra dire il Tremonti.

L'impressione che proveniva dai discorsi dell'opposizione era di una distanza siderale da questi problemi di fondo - ridurre il debito facendo valere la nostra influenza sui nostri creditori - facendo balenare il dubbio della totale assenza di qualsiasi riflessione circa il senso - nel bene e nel male - dell'enorme debito pubblico da loro stessi incentivato. Come si sa l'opposizione sta per votare la manovra sotto l'impulso di Napolitano ma ciò che veniva unanimenmente espresso da una retorica stucchevole quanto inutile era essenzialmente un rancore smisurato nei confronti di Tremonti. Un rancore che a me è sembrato andar al di là del ragionevole quasi che Tremonti con i suoi tagli fosse il vero e principale responsabile della crisi. Pertanto a sentire l'opposizione la crisi sarebbe totale responsabilità degli speculatori e di Tremonti invece che del debito pubblico e della sua allegra storica gestione. Il fastidio verso l'impostazione di Tremonti era palpabile, praticamente nessuno ha citato il debito pubblico se non come un dato di fatto del tutto naturale che potrebbe benissimo andare avanti se non ci fosse Tremonti, quasi bastasse un po' di soldi in più per poter sanare dei debiti che sono diventati una montagna. Nessuno si è degnato di riprendere il tema degli Eurobond, insomma un linciaggio contro colui che si permette di esprimere dei dubbi che noi si possa continuare a seminare debiti oltre ogni misura. Insomma il rancore era tale da lasciare il forte sospetto che l'opposizione - così come buona parte della maggioranza - fosse ancora  pienamente prigioniera dell'idea romantica di una possibile crescita illusoria e illimitata dovuta alla presenza di creditori benevoli.... se non fosse per l'antipatico Tremonti.



A.S.


Commenti




Inserisci un commento

*Autore



*Commento:



Per inserire un link scriverlo: <link> http://www.esempio.it </link> poi il moderatore provvederà a inserirlo.



Ricopia il codice che vedi nell’immagine