SuperMario


01/12/2011



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Non si riesce ancora a capire bene quanto il governo Monti riuscirà a corrispondere alle forti aspettative dalle quali è stato investito. Quello che è certo è che il profondo sconforto circolante nella popolazione italiana per la dramamtica inettitudine del precedente Presidente del Consiglio - quello sconforto che aveva ridotto il gradimento di Berlusconi intorno al 20% - ha fatto sì che venisse riversata su Monti una fortissima corrente di speranza che ha fatto balzare il gradimento del governo sopra l'80 per cento (e addirittura all'85% il gradimento per Monti in persona). In sostanza Monti sta godendo di una robustissima iniezione di fiducia che gli viene generosamente conferita dalla popolazione italiana, la quale sta cercando di curarsi dai suoi mali psicologico-esistenziali oltre che da quelli reali. Quanto potrà durare questo rimbalzo della fiducia? La risposta va cercata - dal nostro punto di vista - dal destino cui sta andando incontro Berlusconi una volta che gli è stata ritirata la fiducia da parte della maggioranza della popolazione. Se infatti Berlusconi finisse male scatterebbero subito dei sensi di colpa - in larga parte inconsapevoli - seguendo i quali Monti finirebbe per essere impallinato alla prima occasione. Se invece Belusconi riuscisse - come sembra al momento - a ricavare qualche soddisfazione dal suo ritorno alla presidenza del Milan, i sensi di colpa sarebbero minori ed il consenso su Monti potrebbe diventare più convinto, producendo un effetto benefico anche su di lui.

Chi non credesse all'importanza della circolazione dei sensi di colpa potrebbe dilettarsi a leggere gli editoriali de Il Fatto a partire dal primo di Padellaro titolato "ci piace e non ci piace". Leggendo il Fatto - così come ascoltando le dichiarazioni di Di Pietro - si possono osservare profonde e repentine oscillazioni nell'atteggiamento verso Monti che non trovano facili spiegazioni se non si tiene conto della dinamica della colpa. Sono proprio i giornalisti del fatto e il loro amico Di Pietro che si sono esposti psicologicamente -oltre che materialmente - in prima persona nella critica antiberlusconiana. Il senso di colpa ad ogni modo non risparmia nessuno, nè coloro che si sono posti come nemici né coloro che si sono posti come amici e poi lo hanno tradito. Proprio per questo possiamo affermare che la speranza che Monti ci salvi viene resa un pochino più percorribile - e quindi credibile - dal sapere tutti noi che Berlusconi è tornato a fare le sole cose che sa veramente fare - feste, intrattenimenti, frequentazione del bar sport. Da notare che questa dinamica del senso di colpa è vivacemente presente anche a livello mondiale dove sono apparsi su quasi tutti i giornali le foto dei due Marii - Monti e Draghi - che vengono presentati come quelli che potrebbero salvare il mondo. Sarebbero state possibili articoli del genere - critici sì ma anche speranzosi - se il Berlusca avesse continuato a farne un'altra delle sue? Una resa giornalistica del genere è resa possibile dal fatto che del Berlusca nessuno parla più il chè significa che se ne sta tranquillo con il suo Milan confidando nel fatto che gli salvino le aziende. Se invece Il Berlusca facesse le bizze - non per finta ma per davvero - avremmo avuto foto simili in giro per il mondo simile ma al posto delle  facce dei due Mari avremmo trovato due caricature tipo Stanlio e Olio. Perchè anche all'esterno circola il senso di colpa e sono in parecchi a sentirsi adosso la responsabilità di aver fatto fuori il nostro inossidabile Berlusca. Per ultimo qualcuno avreà notato l'imbarazzo dello stesso Monti quando si è trovato a dover dire - nel discorso alla Camera - che praticamente il governo Berlusconi aveva fatto schifo. Ha avuto difficoltà a trovare le parole, ha glissato con imbarazzo, quasi che temesse che il Berlusca gli potesse fare il malocchio. L'unico momento in cui ci ha fatto venire autenticamente il dubbio che potremmo trovarci di fronte a una persona per bene.



Andrea Seganti


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