Il disastro di Schettino


16/01/2012



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Disperato per l'ulteriore crollo dell'immagine dell'Italia nel mondo,  Pierluigi Battista dal Corriere propone di fare a fette il comandante Schettino :

"L'Italia deve al mondo, all'opinione pubblica internazionale, alle famiglie di chi ha perso la vita, di chi è rimasto ferito, di chi è restato fortunatamente indenne, una spiegazione convincente e sanzioni durissime per i responsabili di questa tragedia." Giusta indignazione quella di Battista ma cosa mai possiamo riuscire a dire di sensato ora che viene fuori l'assurdo che il comandante Schettino era in plancia e che il "saluto" venne fatto sia per onorare l'anziano comandante gigliese Palumbo sia per compiacere il maitre gigliese della nave, tale Tievoli, che venne infatti chiamato in Plancia dallo Schettino per farlo divertire?

Cosa legava tra loro questi personaggi? Beh in qualche modo sembra ci fosse l'abitudine a trasgredire le norme prudenziali della navigazione riconoscendosi il diritto di poter fare qualcosa nel proprio interesse privato mentre svolgevano un incarico di interesse pubblico. Intendiamoci si trattava di piccoli "innocenti" vantaggi, a costo zero e senza peculato, quei vantaggi che provengono dal fatto incontrovertibile che - ricorda il Palumbo - il comandante è padrone assoluto della nave. “

Cerchiamo quindi di capire la radice psicologica di questo tipo di comportamenti. Non sono dissimili da quelli che possiamo riscontrare in ognuno di noi - chi non ha mai peccato scagli la prima pietra - quando ci salta in mente di prendere due piccioni con una fava. In questo caso la fava era il panorama notturno del Giglio mentre i due piccioni erano quello di fare un piacere ai passeggeri che si godono il panorama notturno del Giglio e quello di ricavarne il piccolo vantaggio di rinsaldare le proprie amicizie gigliesi. Una piccola furbata!

Pertanto la leggerezza di Schettino non ha un'origine criminale anche se diventa criminale per l'enormità della posta in gioco, oltre 4200 passeggeri nonché una nave di trecento metri.

Ma a questo punto un'ultima domanda? Cosa può aver favorito che questa stupidaggine del saluto, praticata a quanto si capisce da tempi immemorabile - e forse non soltanto nel gruppo Costa - abbia in questo caso e in questo momento assunto un livello così tanto temerario tanto da causare una sciagura? Domanda alla quale urge una risposta nel momento in cui veniamo a sapere che Schettino aveva intenzione deliberata di dimostrare di poter passare con una nave di 36 metri di larghezza in un canale di 60 metri tra due scogli e alla velocità di 15 nodi! e che lo aveva già fatto!

Io mi azzardo a ipotizzare che il comportamento catastrofico dello Schettino possa trovare una migliore spiegazione quando lo si consideri come una sorta di colpo di coda del berlusconismo. Capisco che questo che dico non può essere provato in modo certo, tuttavia potrebbe essere utile intanto ricordare che colui che è stato per tanti anni il nostro presidente del consiglio nasce come intrattenitore sulle navi assieme al suo amico Confalonieri. E nemmeno possiamo dimenticare come Berlusconi proponesse come soluzione per i terremotati dell'Aquila quella di mandarli in crociera sulle navi. Per intrattenerli!

Per quanto penoso possa risultare per tutti noi questo esercizio di memoria, esiste uno stretto collegamento tra la mentalità dello Schettino e quella del nostro imbonitore nazionale che aveva convinto la maggioranza degli italiani che ciò che egli faceva a proprio vantaggio coincidesse in realtà con il vantaggio di tutti. Insomma che importanza aveva il piccolo e misero conflitto di interesse di Schettino, che voleva far bella figura con il comandante Palumbo, se questo andava a vantaggio dell'intrattenimento di tutti i passeggeri?

Pertanto, dal mio punto di osservazione, l'era berlusconiana potrebbe aver lasciato dietro si sé molti più orfani di quanti non possa sembrare e tra questi potrebbe starci anche il nostro comandante Schettino. Secondo questa ipotesi, Schettino - il berlusconiano - portava nel suo animo un profondo smarrimento per il ridimensionamento del suo leader e, non sapendo dove andare a sbattere (sic!) , andava cercando di dimostrare che i suoi conflitti di interesse personale non erano tali da creare nessun danno, ma anzi, erano piccoli peccati veniali che godevano del consenso universale dei propri passeggeri. Passeggeri che quindi venivano chiamati a testimoniare quanto fosse ingiusta la condanna verso un comandante in capo quando costui continuava a offrire prospettive così belle ai suoi sudditi tutti quanti. Pertanto, ad essere onesti, oltre a Schettino, andrebbero incriminati per disastro colposo Berlusconi, tutti i suoi sodali e infine tutti coloro che li avevano votati.

Bisogna infine ricordare che, così come coloro che manifestavano un fastidio verso il conflitto di interesse berlusconide venivano additati come menagrami, lo stesso sarebbe accaduto a qualsiasi passeggero (o membro dell'equipaggio) della Costa Concordia che fosse balzato su dicendo che la nave stava andando sugli scogli, rovinando a tutti quella bella festa che Schettino gli voleva generosamente offrire.



Andrea Seganti


Commenti


Maurizio

16/1/12

Dal blog di Costa Crociere, intervista al comandante Gabarino:

Le Ospiti subiscono sempre il fascino del Comandante? "Credo che le Ospiti siano ancora attratte dal fascino della divisa e spero nel tempo non perda mai di interesse"…

Pertanto il paragone con il Berlusca non sarebbe del tutto peregrino, il fascino discreto del potere che sta nel fare quello che i comuni mortali non possono fare

Andrea Seganti

17/1/12

Grazie. Vorrei segnalare un ottimo articolo di Giulio Sapielli sul Corriere che va molto vicino alle cose che io propongo proponendo il tema del "Familismo amorale" per spiegare il comportamento di Schettino. Anzi direi che alcune cose le dice anche meglio di quanto io non faccia.
http://www.corriere.it/opinioni/12_gennaio_17/sapelli-naufragio-della-responsabilita_0a51bcc6-40ee-1è1-b71c-2a80ccba9858.shtml

Minkia_Mouse

3/2/12

E basta con 'sto berlusconi, è possibile che sia sempre tutta colpa sua?

Schettino fa il comandante da 30anni, la gnocca gli è sempre piaciuta (come a tutti gli uomini del resto, e gli inchini sembrano essere prassi regolare a fini pubblicitari.

Oh, se poi ritorna, che nessuno si lamenti, non avete fatto altro che invocarlo.

Andrea Seganti

5/2/12

Beh hai ragione non è tutta colpa di Berlusconi. Ma Berlusconi era il massimo esponente di una cultura molto diffusa in cui tante persone si riconoscono - o meglio si riconoscevano. Una cultura per cui persone come te ritengono - o ritenevano - spiritoso firmarsi con uno pseudomimo volgare pensando che tutti lo trovino - se non gradevole- almeno spiritoso.



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