Telecronisti molesti


19/06/2012



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Avete fatto caso a cosa dicono i commentatori delle partite dell'Italia su RAI uno? E a come lo dicono?

Beh, fateci caso qui non si tratta soltanto del diluvio di banalità che vengono riversate per ore e ore in attesa della partita e che continuano per altrettante interminabili ore  fino al giorno dopo. Si tratta piuttosto di un diluvio di commenti insulsi sulla gara stessa che denotano una cialtoneria che supera ogni limite di decenza.

 Un commento significativo ci arriva dal blog "football manager"da Tiazza il 18 Giugno 2012:

"Quest’anno la Rai ha preso l’esclusiva per trasmettere le partite, sicuramente un gran bel colpo. Questo è servizio pubblico, gli Europei sono di tutti, non di chi ha un abbonamento o una parabola. Tutto perfetto, pre-partita, partita, post-partita, post-post-partita. Forse fin troppo. Poi però che succede? Gioca l’Italia e viene messo in cabina di commento un pessimo commentatore. Uno che guarda la partita, non che la racconta. Accanto a lui un altro che era un calciatore, ma che dice delle banalità impressionanti. Uno che definire “commentatore tecnico” sa tanto di offesa, per lui e per noi spettatori."

"La TV è uno strumento eccelso, offre immagini e suoni, una descrizione quasi totale della realtà. Manca l’odore, ma in fondo i calciatori sudano e puzzano, meglio così. Ok, ci sono le immagini, ma se si chiama “telecronaca”, perchè non c’è la cronaca? Occorrerà cambiare nome: tele-commento, tele-mugugno, te-la-guardi. Ascoltare una radiocronaca ti fa immaginare la partita, ti fa vivere anche il pathos che si respira quando il giornalista è bravo. E’ fondamentale che il radiocronista ricostruisca, nel giro di pochi secondi, le trame di gioco, gli interpreti, le dinamiche di entrambe le squadre: chi passa la palla a chi, chi tira dove, chi fa fallo, come e quando."

Per rendere l'idea di quello che invece succede ai danni di milioni di spettatori potremo dire che è come se i due orridi individui ingaggiati dalla RAI non si sa come avessero colto nella telecronica l'occasione per esprimere la loro volgare arroganza e dare sfogo a tutte le sciocchezze che gli passano per la testa. Così che appena passato qualche minuto in cui l'Italia non segna cominciano a sparare a zero sui nostri giocatori e sull'allenatore gettando pesanti dubbi sul modulo e tutto il resto a ruota libera.  Bisogna fare così e colà, cambiare modulo, mettere  quel giocatore lì invece che là, saltare l'uomo, stare dietro o davanti alle punte, velocizzare, verticalizzare, l'una vale l'altra, senza criterio alcuno e senza un attimo di tregua. Inoltre, non paghi di farci sapere la loro risibile opinione e galvanizzati dal fatto di poterla esprimere in assenza di qualsiasi contradittorio, cominciano a dare giudizi viperigni su tale o talaltro nostro giocatore, alludendo al fatto che si trattti di brocchi e di fannulloni che sbagliano tutto che non hanno mai visto una palla in vita loro. Neanche una parola - che sò - per dire che fa un caldo boia o che magari gli avversari valgono qualcosa. Praticamente ogni partita diventa un regolamento personale di conti tra questi due loschi individui e questo o quell'altro giocatore.

Ora, va chiarito che non si tratta di battute sporadiche, ma di un diluvio di cattiverie e di allusioni del tutto fuori controllo come se i nostri fossero presi da una specie di ansia mista a rabbia. L'unica spiegazione che ci pare sensata è che costoro abbiano in mente solo e esclusivamente le conseguenze per loro stessi della eventuale sconfitta della squadra, quelle del ritorno a casa con evidenti conseguenze sulla loro diaria e sulla perdita della loro posizione privilegiata. E infatti, a riprova che le cose stanno in questo modo, appena l'Italia segna un gol il loro atteggiamento cambia repentinamente e, quasi a farsi scusare quanto detto prima, essi cominciano un'indoratura rivoltante. Improvisamente la nostra squadra gli appare uno squadrone, le scelte tattiche che prima definivano sconclusionate diventano improvvisamente ben pensate, quelli che un momento prima erano i brocchi diventano campioni. Ciononostante essi non cessano di ricordarci il loro assoluto potere di giudizio per cui individuano il giocatore migliore quello peggiore e quello fuori forma tanto per ricordate a tutti che essi possono continuare impunemente ad occupare la poltrona che tengono occupata. Tanto per dimostrare, alla faccia di tutti, che possono continuare a dire quello che gli pare. Un trattamento particolare viene poi riservato al nostro Ballottelli nel senso che se Ballottelli fa un fallo la voce diventa subito grave e severa, come a dare per scontato in modo ammiccante che il loro pubblico... sia assolutamente d'accordo a condannare senza appello il comportamento abietto di un ragazzaccio irrecuperabilmente maleducato. La cosa è talmente sistematica per cui basta un'allusione al fatto che Balottelli ha alzato un gomito per confermarne l'aspetto delinquenziale, per non parlare poi dei risolini e dei silenzi che sottolineano la pochezza psicologica di Ballottelli quando prende la palla e non è pronto a tirare. Per cui quando alla fine Ballottelli segna un gol da favola e non trovano parole per denigrarlo a sufficienza, allora si ammutoliscono e fanno finta che si tratti di ordinaria amministrazione.

Confessiamo volentieri di non essere esperti dell'arte della telecronaca ma certo che di fronte a uno spettacolo così inverecondo qualcosa di meglio potrebbe venire in mente anche ai sassi. Un telecronista dovrebbe poterci dare un'idea plausibile di quello che succede in campo piuttosto che essere obbligati a passare novanta minuti in un indecente covo di ultras. E' a partire da cose del genere che si potrebbe cominciare il riscatto nazionale, impedendo a due loschi figuri di questo callibro di portare avanti il tentativo di farsi notare a tutti i costi sulle scene nazionali con tutti i conseguenti danni sul pubblico giovanile. Su venti milioni di spettatori ce ne potrebbe sempre stare un milioncino che si laciano conquistare e ahimé educare da individui di questa fatta.



Redazione


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