Nuove minacciose pandemie 'si annunciano'


05/09/2012



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Al primo temporale che annuncia la fine di un estate afosa arriva con puntualità cronometrica sui giornali l'avvertimento di una possibile pandemia influenzale e la calda raccomandazione alla vaccinazione di massa. Niente di male se le informazioni a riguardo fossero davvero informazioni, ma si comincia invece a pensar male quando l'articolo parte dall'idea che l'influenza di quest'anno "si annuncia" (sic!) "più cattiva". Non si capisce bene se questa cattiveria dipende da chi annuncia o se veramente esistono dei dati sui quali poter fondare questa supposta cattiveria. Una cattiveria che viene prevista attraverso il confronto con i dati dei due anni che ci precedono, anni nei quali, secondo l'articolo, avremmo avuto una stagione influenzale più mite e meno complessa di quella che adesso ci aspetta.
Ma come si può dimenticare che proprio gli anni scorsi era stato lanciato il massimo allarme per la supposta "cattiveria" del virus H1N1 e che quell'allarme si rivelò del tutto ingiustificato? Il flop dell'OMS  sull'H1N1, la vendita di quantità spropositate di vaccini inutili, il fondato sospetto dul conflitto di interesse dei funzionari OMS al soldo delle cause farmaceutiche, tutto ciò viene cancellato mentre, e a riprova della assoluta necessità di un nuovo acquisto del vaccino ci viene propinata la cifra secca di 575000 morti riguardante la stagione 2009/2010 mentre nulla compare sulla stagione 2011/2012, quella appunto del massimo allarme.

 Il fatto che queste cifre siano frutto di discutibili elaborazioni statistiche non passa minimamente per la mente dell'articolista e raramente per quella del lettore distratto. Sono cifre che come abbiamo avuto modo di spiegare gli anni scorsi raccolgono i morti per sindrome respiratoria acuta senza badare al fatto se si tratta di malati terminali o persone affette da altre malattie anche molto gravi. E nemmeno viene data importanza alla possibilità che in questri casi siano altri virus o batteri meno esotici che concorrono a determinare la sindrome o se ci siano altri fatti cardiaci o metabolici che concorrono a derminare la morte. Insomma si tratta di protocolli sintomatici che l'OMS distribuisce negli Ospedali e che rispecchiano in modo molto dubbio la supposta aggressività del virus. Un altro claim dell'articolo sta nel fatto che nel 2009/2010 di morti ce ne sarebbero stati di più dell'anno scorso. E se fosse stata fatta in quell'anno una modifica del protocollo per farci rientrare un maggior numero di casi? E inoltre, se fossero aumentati il numero degli ospedali e dei rilevatori pagati dai produttori di vaccino, oltre al numero di paesi del terzo mondo coinvolti in queste operazioni "scientifiche"? Tra questi paesi non va dimenticato il Messico che è il paese che negli anni 2010 e 2011 produsse un numero talmente abbondante di sindromi respiratorie acute da giustificare il massimo allarme che fu lanciato priprio nei mesi in cui i paesi occidentali dovevano ordinare le scorte dei nuovi vaccini. E infine..a proposito di nuovi vaccini l'articolo ci confonde le idee proponendoci prima l'esistenza di nuovi pericolosi ceppi virali ed asserendo tuttavia che «il vaccino per la prossima stagione contiene un virus uguale a quello delle due stagioni precedenti (A/H1N1 2009), mentre i virus H3N2 e B sono differenti». Alla faccia della chiarezza! Non c'è quindi bisogno di pensar male se si esprime il sospetto che si stia cercando di svuotare il magazzino del vecchio vaccino per  l'H1N1 anche se questo non appare detto in modo così chiaro. Staremo a vedere, ma ne aspettiamo delle belle! 



A.S.


Commenti


Marco C.

16/10/12

Ai toni drammatici delle pandemie, cosi ben ricordati dal suo articolo, hanno fatto seguito i toni teneri usati da Topo Gigio in televisione che ci invitava a lavarci le mani, con la sua simpatica vocina e la sua deliziosa maglietta a righe, Vi ricordate il suo spot che veniva insistentemente trasmesso in televisione, ultimo baluardo della salute pubblica? Chissà, forse ha funzionato visto che ne siamo usciti illesi.
Un bel mix di terrore, banalità e tenerezza per lo stesso fenomeno.



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