Dichiarazioni antidemocratiche


10/11/2012



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La dichiarazione di Schifani secondo la quale se non si trova l’accordo per una nuova legge elettorale Grillo potrebbe arrivare all’80% è stata stigmatizzata da alcuni commentatori. Schifani ricopre infatti un importante ruolo istituzionale e nella sua posizione non dovrebbe permettersi di fare dichiarazioni così faziose mentre dovrebbe avere come prima preoccupazione quella di una legge che rispetti il più possibile il responso del suffragio universale anche se questo dovesse premiare il movimento 5stelle.

Una domanda interessante, dal punto di vista psicologico, è come mai Schifani si permette di dire quello che non si dovrebbe permettere di dire? E come mai Rutelli –  che pur sempre dovrebbe aver a cuore il civile principio del suffragio universale anche se non ricopre cariche istituzionali - si era permesso una dichiarazione dello stesso tenore pochi giorni prima. Possiamo limitarci a dire che entrambi gli individui sono afflitti da una irrefrenabile voglia di imbrogliare, una sorta di decadimento dei loro principi morali? Se ci fermassimo a queste affermazioni ci troveremmo ancora una volta disarmati di fronte ad una sorta di lato oscuro della nostra umana natura e rischierebbe di sfuggirci l’ipotesi che questi apparenti scivoloni verso quello che ci appare come un opportunismo alquanto squallido a difesa delle proprie poltrone possa più semplicemente essere spiegato dall’influenza delle relazioni sulle relazioni. Ci sono infatti relazioni che diventano più importanti di altre per cui questi personaggi parlano facendo un riferimento molto stretto al gruppo delle persone che sono abituati a frequentare e pertanto parlano come se parlassero ai loro interlocutori più stretti.  Per Schifani e Rutelli potrebbe quindi essere cruciale l’idea di mantenere in piedi queste relazioni, una necessità tanto più urgente quanto più essi potrebbero aver coltivato relazioni basate sul servilismo delle persone che hanno intorno.

Questo significa che nella testa di Schifani e Rutelli la sensazione di poter perdere il credito delle persone che glielo hanno dato fino a questo punto è talmente forte da portarli a vantarsi in modo scorretto del loro potere in modo tale da riguadagnare la fiducia di quelle persone dalle quali temono di essere definitivamente dimenticati. La loro propensione a fare dichiarazioni scorrette nasce quindi dal timore di essere ormai alla frutta e va intesa come tentativo di riguadagnare la loro posizione nella cerchia delle loro frequentazioni. Come dire che questi signori si sentono perseguitati dall’accusa di non aver fatto nulla di buono e accusati di aver lasciato troppo spazio a Grillo per cui si sentono in dovere di dare zelanti dimostrazioni anti Grillo per riguadagnare la loro posizione in quel salotto che per loro è diventato l’unico centro del mondo dal quale temono di esserne sbattuti fuori.

In conclusione, se questi signori si permettono di fare dichiarazioni così tanto provocatorie è perché essi cercano di far credere alle persone che li stanno abbandonando che i simpatizzanti del movimento 5stelle, travolti dal timore di essere buttati fuori da Schifani, busseranno senz’altro alle porte dei suoi favolosi salotti per conformarsi al suo modo di pensare. Come faranno i Grillini a resistere alla tremenda sofferenza che gli verrà inflitta dal fatto che Schifani li minaccerà di non invitarli ai suoi ricevimenti? E come faranno a resistere alla tentazione di prendersi gli schiaffoni di colui che bene o male ricopre la carica di presidente del Senato pur di vedersi aprire la speranza di essere da lui invitati ed infine perdonati?

Insomma trattasi di millanteria espressa da persone che hanno il forte dubbio di non aver fatto nulla di buono e di apprezzabile e quindi temono non solo di perdere la loro poltrona ma di cadere nell’oblio assoluto delle persone che fino a questo momento hanno frequentato. Un modo di farsi notare, di sembrare zelanti, un tentativo di evitare il rischio di essere mandati ai giardinetti.



A.S.


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