Dal Polo Nord messaggi contraddittori: si estinguono o non si estinguono questi orsi?


17/03/2009



orsi_polari_alaska.jpg

Dopo il gran clamore della fine estate con tanto di foto su “orsi alla deriva”, i primi di gennaio di questo anno marcia indietro di TgLeonardo: i ghiacci della banchisa artica sono tornati al livello di trent’anni fa! Quello che ci interessa qui non è la verità sulla calotta artica che probabilmente tornerà a sciogliersi rapidamente come si è riformata, bensì la creazione di notizie catastrofiche basate sulla ben nota sensazione del sentir sprofondare la terra (in questo caso il ghiaccio) sotto i piedi. Se poi considerate che sotto il ghiacio ci sta  acqua gelata ed un fondale marino di non meno di 3/4mila metri, capirete bene che la notizia sui poveri orsi si presti bene per spandere angoscia a palate in noi poveri umani!
Il blog di Michele Dotti (e il dettagliato resoconto di Morabito) ricostruiscono molto bene la creazione della "notizia" sugli orsi che è partita da un comunicato WWF, ripreso in modo distorto dal Daily Mail una settimana dopo e poi rimbalzata su i giornali di mezzo mondo sul finire dell’estate. La prima fotografia degli orsi che nuotavano venne fatta da un elicottero - in realtà gli orsi annaspavano per il disturbo causato dalle pale dell'elicottero stesso - per le prospezioni minerarie e nulla nella foto permetteva di affermare con certezza che questi orsi fossero in pericolo o non potessero salvarsi. Tuttavia già nel comunicato del WWF si trovavano gli estremi per la creazione di una piccola tragedia quando un esperto sottolineava come mamme e cuccioli (sic!), a causa dello scioglimento della banchisa sono “forzati a nuotare distanze sempre più lunghe”.  Il Daily Mail tuttavia rincarava la dose con particolari e foto inventati (tra i quali la presenza di cuccioli, in realtà non presenti nel gruppo) e titoli assolutamente catastrofici. Tuttavia anche  nel caso che gli orsi fossero stati davvero fuori rotta, nulla permetteva di desumere che un gruppetto di orsi fuori rotta stesse ad indicare un rapporto diretto con l’estinzione della specie come invece suggerivano i giornali.

E’ chiaro che la foto degli orsi ha avuto il suo effetto di suscitare forti emozioni negative, spargendo in giro per il mondo senso di colpa per l’inquinamento planetario nonché senso di impotenza per il tutto – morte degli orsi uguale morte del pianeta. Mentre la smentita, che peraltro ha avuto pochissimo risalto, ha comunque l’effetto di gettare la croce sulle esagerazioni degli ambientalisti e mettere in dubbio la serietà di qualsiasi tipo di impegno ecologista sensato. Quindi, doppio effetto, in un primo tempo si sparge paura ed impotenza con i temi che sono tipici degli ecologisti e in un secondo tempo si ottiene il discredito degli ecologisti stessi. Terrore a breve termine e, a lungo termine, risentimento verso coloro che lo avrebbero diffuso, Un risentimento che tuttavia non viene diretto verso coloro che hanno sparso il terrore per davvero (i media) bensì verso gli ecologisti che vengono implicitamente accusati di averlo diffuso. Insomma una grande confusione!

Bisognerebbe riuscire a capire quale sia lo scopo di forzature di questo genere, sono forse predeterminate da una strategia mediatica? La Repubblica, per esempio, ha in archivio decine e decine di notizie su orsi polari morti ed orsi polari diventati cannibali, articoli che risultano a dir poco superficiali nel tirare conclusioni di tipo catastrofico. L’analisi dettagliata sull’amplificazione della notizia degli orsi sperduti a fine Agosto fatta da Maurizio Morabito sembra indicare che non ci sia una vera e propria volontà dolosa. Appare piuttosto un certo pressapochismo dei giornalisti nel creare una non-notizia che viene amplificata con progressive distorsioni e senza nessun serio approfondimento. Complice anche l’estate e la voglia di vendere qualche copia in più con la foto degli orsi.
Se le cose stanno in questo modo ciò non toglie che cose del genere non succedono in modo del tutto casuale dal punto di vista psicologico. Ciò che sembra attirare il giornalista a fare pezzi colorati come quelli degli orsi è, a noi sembra, la sensazione del piccolo potere che egli ottiene nel momento in cui riesce a a tirarsi dietro l’opinione pubblica in modo facile facile. Seguendo l’intuizione che un pubblico angosciato dalla foto e dal titolo allarmistico è immediatamente propenso a seguire sia te che il tuo giornale nel condannare coloro che fanno male agli orsi. E siccome non si sa bene chi voglia far del male ai poveri orsi, quello che alla fin fine si capisce è  che questo cattivo potresti essere tu stesso in quanto cittadino della terra… a meno che tu non sia disposto a trovare qualche cattivo cui dare tutte le colpe. Il risultato è quindi quello di una generica disponibilità da parte dei lettori ad individuare dei colpevoli che sul momento non si trovano onde evitare di sentirsi loro stessi colpevoli. Si potrebbe dire ricerca di un capro espiatorio tenuta in sospensione.

Ora è più difficile mettere in atto lo stesso tipo di manipolazione psicologica  con un pezzo politico nel senso che se un giornalista costruisse un pezzo politico con lo stesso meccanismo psicologico, chiedendo al lettore di condannare sommariamente un partito avverso, la cosa si vedrebbe palesemente ed attirerebbe la reazione critica del lettore. Più facile invece rendere emotivamente malleabili le persone attraverso l'evocazione dei nemici degli orsi in quanto chi si mettesse a leggere notizie sulla loro estinzione con spirito critico sarebbe effettivamente criticabile e politically incorrect. Il 99,9% dei lettori è infatti favorevole agli orsi e disposta a difenderli contro un ipotetico nemico dovesse quest’ultimo essere anche sé stesso.
 In questo modo un lettore, indipendentemente dal fatto che sia schierato con un partito ambientalista o meno  si sente comunque maggiormente propenso a schierarsi contro qualcuno il giorno della notizia degli orsi (fosse anche questo qualcuno l’ambientalista che ha diffuso la notizia) e forse anche quello dopo. Si tratta di una specie di effetto di trascinamento che hanno le notizie, specialmente quelle moleste che creano uno stato di paura generalizzato, catastrofico e generico, causando una sensazione di impotenza rispetto ad una possibile reazione appropriata. Questo non significa che le persone non sappiano mettere in atto il loro spirito critico ma che devono fare più fatica psicologica a metterlo in atto quando si tratta di orsi che quando si tratta di questioni politiche, rispetto alle quali le persone potrebbero pretendere maggiore indipendenza di giudizio.



Fortunio


Commenti




Inserisci un commento

*Autore



*Commento:



Per inserire un link scriverlo: <link> http://www.esempio.it </link> poi il moderatore provvederà a inserirlo.



Ricopia il codice che vedi nell’immagine