Forum de che?


26/01/2013



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Scena uno.

Ferve la polemica sulla recente e imponente campagna pubblicitaria che ha visto il Forum Nucleare Italiano comparire sui mezzi di comunicazione: spot televisivi, cartelloni, pagine intere sui quotidiani. I toni sono rassicuranti: vogliamo solo parlarne, del nucleare. Hai una posizione o vuoi essere aiutato a formartene una? Vieni sul sito del Forum!

Scena due.

L’osservatore attento si domanda: Chi? con quanti soldi? Grandi aziende interessate allo sviluppo del nucleare in Italia, con i soldi, tanti, di queste stesse aziende, tra cui Enel a capitale in parte ancora pubblico e Perché? perché di recente è passata la legge del 23 luglio 2009 n. 99 che reintroduce la possibilità di realizzare nel territorio nazionale le centrali nucleari e il ferro va battuto finché è caldo.

Scena tre.

Lo scenario continua con le dichiarazioni indignate di esponenti politici, ecologisti del Pd, Di Pietro, e tutti coloro che hanno raccolto le firme per indire un referendum e abrogare la recente legge.

Segue l’azione di controinformazione in stile guerriglia web di Greenpeace che pubblica un bel video “Nucleare, il problema senza la soluzione” con presa in giro dell’operazione e smascheramento del tono ingannevole della campagna pubblicitaria.

Dettaglio interessante: l’agenzia autrice del video chiede di rimanere anonima per possibili problemi con i clienti.

Il Forum Nucleare si presenta dunque come il promotore del dibattito pubblico sul nucleare per diffondere conoscenze approfondite sul tema. Il presidente del Forum è Chicco Testa, nel 1987 autorevole sostenitore del referendum che aveva sancito la chiusura degli impianti nucleari in Italia dopo il disastro di Chernobyl, oggi autorevole sostenitore della riapertura delle centrali.

La campagna del Forum è uno spot del nucleare che utilizza banali accorgimenti psicologici, il tono della voce narrante nello spot video, o il modo di porre le domande sulla carta stampata, per influenzare il pubblico.

Evidente il tentativo di portare l’opinione pubblica italiana, tradizionalmente scettica, dalla parte "giusta", spingere il governo là dove vuole andare ma non riesce a causa dei troppi scandali e preparare, con largo anticipo, un terreno favorevole per fare fronte alle prevedibili proteste dei cittadini a cui verrà costruita la centrale dietro casa.

Il Forum pubblica sul suo sito anche pareri contrari al nucleare di utenti e di esperti. Una lettura più approfondita permette di capire in che modo il Forum si adoperi per placare lo scetticismo degli internauti dando risposte rassicuranti su tutti i temi classici (scorie, sicurezza, sostenibilità, ecc..) in bella vista sul sito, e pubblicando il parere di un autorevole esperto della sostenibilità come Edo Ronchi che discute dei costi del nucleare smentendone la presunta convenienza si, ma relegandone il contributo a un’analisi dei costi, importanti sì, ma lontani dal rappresentare la sostanza del dibattito sulla sostenibilità del nucleare.

Insomma, si tratta di un’operazione di marketing fatta bene, come le grandi aziende sanno fare. La novità, tuttavia, è che questa volta non stanno cercando di vendervi delle merendine.

Da ultimo, e senza volere entrare nel merito del dibattito nucleare sì, nucleare no, il dato forse più interessante è che in Italia la comunicazione funzioni in modo così diverso che nel resto dell’Europa: perché qui, da noi, ufficialmente le lobby non esistono. Da molte parti, dalle lobby innanzitutto, e da anni si attende una legge che ne regolamenti l’attività. Senza regolamentazione, l’idea che rappresentanti di interessi particolari influenzino le decisioni pubbliche in un Paese come l’Italia non gode di buona stampa per cui il fenomeno si riproduce in forma poco trasparente o semi clandestina come potrebbe essere quella di un "Forum".

Le lobby hanno una storia decennale in tutte le democrazie occidentali, così come presso il Parlamento Europeo; si possono forse considerare una conseguenza inevitabile del sistema democratico come si è andato sviluppando, sempre più vicino a un mercato in cui le influenze degli interessi privati sono in concorrenza tra loro. Questo Forum Nucleare italiano ha degli equivalenti in tutta Europa e, ovunque, tranne che sul sito italiano, questi forum dichiarano la loro natura lobbystica.

Ora, una delle ipotesi da prendere in considerazione è che le lobby, pur con tutti i loro difetti, per funzionare pretendono interlocutori politici competenti... sarà forse per questo che non si fa una legge?



Sara Seganti


Commenti


Fortunio

24/2/11

ho visto che il tema è stato affrontato anche nel blog http://italianimbecilli.blogspot.com  che propone un'analisi dei messaggi subliminali contenuti nello spot. Pare che la trasmissione del messaggio sia stata proibita, anche in base a queste osservazioni



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